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                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno I  Numero 04

Giugno 2016


Cosa sono il Jun Fan Gung Fu ed il JKD?
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Ancora oggi a riguardo molta è la confusione e poca la conoscenza.
E’ avvilente che alcuni maestri tendano ad identificare il il JKD con qualcosa di definito, con un modello stabilito non dal creatore dello stile.
Ancora più avvilente e’ invece quando qualche buontempone tende ad identificare il Kung Fu col JFGF e infine col JKD, che sono cose diverse, create, sperimentate e modificate in epoche diverse, a seconda della conoscenza e della verita’ acquisita in quel momento storico. Tuttavia, e’ necessario fare un’analisi ben approfondita sul come si potrebbe praticare un’arte e una filosofia che fu creata solo ed esclusivamente per liberare ogni praticante ed apportare dei nuovi cambiamenti per stare al passo con i tempi di allora e che fosse di una assoluta semplicita’ capirla e praticarla, in quanto avrebbe dovuto rappresentare la totalita’ del materiale di ricerca dello stesso BRUCE, non da identificare ad un solo periodo storico, quello di LOS ANGELES, ma di tutto il periodo di vita dell’autore, cioe’ da seattle fino ad Hong Kong, e fino al giorno della sua morte, quando fu’ trovato morto con il copione vicino di un film da lui creato e mai portato a termine. E’ solo comunque attraverso la pratica del JFGF(JUN FAN GUNG FU),sua personale creazione che si può accedere a gran parte degli elementi propri del JKD. Il problema sta dunque nella conoscenza.
Tanti , forse troppi , hanno appreso un po’ di quest’arte , un po’ di quell’altra…un bel calderone , mescolare tutto …et voilà… ecco il JKD!
Il tutto perché il JKD è un concetto e come tale va interpretato soggettivamente…
…e quindi ognuno insegna il suo personalissimo approccio al combattimento adattandolo alle proprie abilità motorie e fisiche. IL JKD e’ l’unica idea che nasce apposta dalla mente del suo creatore per fare in modo di liberare i propri seguaci dall’aggrapparsi a stili forme e tecniche ben definite, anche create dallo stesso LEE, che a suo dire gli sembravano come una nuotata da eseguire sulla terra ferma.
La domanda nasce allora spontanea:
“Se il JKD è soggettivo perché apprenderlo da qualcuno che è giunto alle proprie conclusioni in virtù di quanto detto sopra?” e perche’ si devono seguire a vita dei personaggi, anche se sono stati suoi particolari allievi, con le loro invenzioni ed interpretazioni personali, visto che il JKD deve essere interpretato dal singolo praticante, in base alle sue capacita’ fisiche e mentali?
Ancora una volta la risposta è semplice.
Bisogna tornare alle origini, al Jun Fan Gung Fu.( del resto uno Yogi può indicare solo la via per raggiungere l’illuminazione…)
D’obbligo è dunque fare un po’ di storia.
Intorno alla metà degli anni ’60 , ciò che in occidente si conosceva delle arti marziali era legato al Judo e al Ju’ Jitsu giapponesi importati dai soldati dopo la guerra di Corea.
Bruce non rimase mai impressionato dalla maggior parte dei sistemi di combattimento presenti all’epoca. Con questo non voglio dire che non rispettasse od ammirasse alcuni atleti o maestri di quel genere…
Del resto il confronto è sempre tra i praticanti , mai tra le discipline.
Diciamo che fu per lo più critico.
…come mai i più grandi esperti di arti marziali , cinesi e non , sono più impegnati a preservare le tradizioni piuttosto che a comprenderne le radici più profonde?
Bruce Lee
Fu da allora che cominciò ad elaborare un proprio stile di combattimento che lui stesso descrisse “ di natura non classica” e con alla base i principi di economia di movimento , semplicità ed immediatezza.
…”in ogni libro o rivista di arti marziali leggerete che quando qualcuno vi afferra bisogna fare così , così e via dicendo… tutto ciò servirà al massimo a farvi temere dai nemici ed ammirare dagli amici…beh pestagli il piede e lascerà la presa. Questo è il nostro concetto di semplicità”!
Bruce Lee
Si dedica dunque alla ricerca di un approccio più scientifico al combattimento senza armi(il che lo avvicina ai principi della fisica Newtoniana).
Fondamentale importanza nello sviluppo del suo metodo lo assumono la Scherma Europea ed il Pugilato Occidentale, che per l’esperimento del periodo di LOS ANGELES, ricopriva una importanza particolare, ma tutto cio’ non duro’ moltissimo.
Non la tradizione ma l’efficienza è alla base del metodo.
Tutto ciò che è puro ornamento viene bandito.
A tal proposito vorrei aggiungere qualcosa,e cioe’ che
per troppo tempo, con il pretesto che
“il JKD tende a semplificare…liberiamoci del superfluo etc…” tanti maestri hanno mascherato le loro deficienze tecniche riducendo il JKD ad una combinazione: “ pugni a catena – ginocchiate – gomitate”;
Per potersi liberare del superfluo bisogna avere qualcosa di superfluo di cui liberarsi!
In altre parole prima di tutto è necessario accumulare.
Dunque, sebbene il punto di partenza fu il Wing Chun, non e’ esatto asserire che il JKD è una sorta di wing chun modificato.
Bruce cercò di sopperire a quelli che Lui considerava i limiti del WING CHUN con l’introduzione di nuovi elementi al fine di completarlo.
Fu per tale motivo che si riferì inizialmente a tale metodo con il nome di Jun Fan Gung Fu
( liberamente tradotto: Kung Fu di Bruce Lee ).
Col tempo si rese conto di essersi molto allontanato dal “Gung Fu” pertanto sentì l’esigenza di cambiarne il nome.
Nasce così il Jeet Kune Do( in cantonese “via del pugno che intercetta”),e poi, ancora piu’ avanti nel tempo, fu trasformato definitivamente in JKD,poiche’ a detta di BRUCE stesso, il nome non rappresentava piu’ cio’ che lui stesso intendeva per definire un arte, che un’arte non puo’ essere identificata da un nome, perche’ tutto questo avrebbe portato a considerazioni sbagliate ed avrebbe fatto paura a chi per natura avrebbe detenuto dei concetti piu’ ampi e differenti e di utilizzo non schematico ne’ tantomeno tradizionali.
La difesa non è enfatizzata dal momento che in un combattimento reale porsi sulla difensiva vuol dire far scegliere le modalità ed i tempi all’avversario.
Il fulcro del suo nuovo approccio è l’attacco. Precisamente intercettare l’attacco con un altro attacco.
Ancora oggi , in molti sostengono che Bruce fu costretto a sovvenire alla sua incompleta conoscenza del Wing Chun.
La tesi in questione è priva di fondamento , dal momento che il suo progressivo distacco dal Wing Chun fu consapevole e voluto(…come per altro si può osservare negli scritti dello stesso Lee).
Tutto il resto è politica.
Da sottolineare il fatto che qui non si parla di stile, ma di sistema, metodo,concetto…
Del resto Bruce stesso non credeva negli stili.
…io non credo più negli stili. Non credo esista uno stile cinese, uno stile giapponese etc…solo se esistessero persone con tre o quattro gambe e con altrettante braccia si potrebbe parlare di forme di lotta diversificate…ma noi abbiamo due braccia e due gambe!
Bruce Lee
Quindi crea da questa sua nuova mentalita’ lo “stile senza stile”.
Use No Way as the Way , Having no limitations as limitations
(Usa il non metodo come metodo , avendo l’assenza di limite come limite)
Bruce Lee.