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Archivio  anno 2016/2017/2018/2019

                           Direttore Sifu Alessandro Costantino        Anno V  Numero 08

OTTOBRE 2020

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Nelle Arti marziali non e’ sufficiente l’uso della forza
Nella pratica delle arti marziali, uno dei suoi piu’ grandi propositi, e’ quella di conoscere la propria forza per padroneggiarla, modularla e usarla a dovere, ma sotto il controllo della nostra piena coscienza, e per coscienza intendiamo il fatto che come da sempre di ce il Maestro Bruce Lee, e necessario capire, e per farlo dobbiamo sviluppare la nostra mente e renderla intelligente. Conoscere e modulare la forza mentre si praticano arti marziali, significa allenarsi ad un’ideale battaglia, ad una situazione che non richiede l’uso della forza, ma il suo corretto uso. Quindi per applicarla in modo perfetto, è indispensabile averci a che fare: è impossibile imparare a combattere senza combattere; è bene dunque abbandonare fin da subito tutti i bei
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Frasi e pensieri di Bruce Lee
La sua riluttanza nei confronti di qualunque sistema e di ogni rigida schematizzazione, lo condussero a creare un proprio stile di arte marziale, il Jeet Kune Do (Via del pugno che intercetta), che è un'integrazione di stili diversi e un'arte sempre aperta a modificazioni e miglioramenti. "Spesso la gente mi chiede: 'Bruce, sei davvero così bravo?'. E io rispondo: 'Beh, se ti dico che sono bravo, probabilmente penserai che mi stia vantando, e se ti dico che non lo sono, penserai che mento'. lo ho l'assoluta certezza di non essere un numero due, ma ho anche abbastanza buon senso per realizzare che non può esservi nessun numero uno". Oggi per milioni di persone nel mondo, Bruce Lee è un vero e proprio mito, nato soprattutto dopo l'uscita dei suoi
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OTT20-04.jpg (8526 byte) Quinto periodo: Lo Shaolin durante la dinastia Ch’ing
Nel 1640 scoppiò una rivolta, Pechino fu conquistata dagli insorti e l'ultimo imperatore Ming si impiccò. Un suo generale chiese allora aiuto alle tribù mancesi che non esitarono ad accorrere, domarono la rivolta, occuparono Pechino, ma invece di lasciare subito dopo il territorio, come era nei patti, elessero un loro imperatore e dilagarono in tutta la Cina. Cominciò così l'ultima dinastia dell'impero cinese: la dinastia manciù Ch'íng (1644-1911). Subito ebbe inizio la disperata resistenza agli invasori da parte dei patrioti cinesi. Durante la dinastia Ch’ing la pratica del Kung Fu conobbe anche una dimensione “rivoluzionaria”: numerose furono infatti le società segrete avverse ai reggenti Manciù, che si addestrarono nell’ombra preparando
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OTT20-05.jpg (10026 byte) A che servono le arti marziali oggi e cosa sono
Tanto per cominciare, il termine “marziale” deriva da Marte, dio romano della guerra, e prese piede negli anni Sessanta, quando molte discipline di combattimento orientali, nascendo in Giappone durante e dopo la seconda guerra mondiale, furono importate in Occidente. Per ognuna di queste (o quasi) è possibile risalire, dal nome, ai principi filosofici o culturali che le ispirano. Molte contengono il termine Do, che in giapponese significa “arte”, “disciplina” o “strada da seguire”. Si ritrova nel nome di molte tecniche nipponiche come il Judo (che sta per “via della cedevolezza”), il Kendo (che significa “via della spada”) e l’Aikido (“via per l’armonia con l’universo”). L’espressione è presente anche nel nome completo del Karate (Karate-do) il cui
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OTT20-06.jpg (10785 byte) I veri insegnamenti di Bruce Lee (Quarta parte)
A causa di un errore perpetuatosi nei secoli, la verità, essendo diventata una legge o un credo, pone ostacoli sulla via della conoscenza. Il metodo, che è sostanzialmente ignoranza, chiude la verità in un circolo vizioso. Dobbiamo spezzare questo circolo non cercando la verità, ma scoprendo la causa dell’ignoranza. La memoria e l’anticipazione (capacità di tempestiva individuazione) sono facoltà superiori della coscienza che distinguono la mente umana da quella degli animali inferiori. Ma quando le azioni sono in diretto rapporto col problema della vita e della morte, affinché il pensiero possa fluire liberamente e affinché l’azione possa essere fulminea, bisogna rinunciare ad esse. L’azione non è legata alla qualità, negativa o positiva. Il torto e  ............................





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